
Risorse IIPR

Claudia Agostino

Flavia Alaggio
Centro Clinico Tiene' Mente

TIENE’ MENTE è un’espressione napoletana che significa letteralmente “poni la mente” ovvero guarda con attenzione: è lo «sguardo di chi si prende cura ma anche lo sguardo di sorpresa».
Il Centro Clinico della sede IIPR di Napoli vuole ispirarsi a questa immagine per offrire cure ma anche aprirsi allo sguardo sorpreso sulle famiglie e sul multiforme contesto socio-culturale in cui è inserito

Claudia Agostino

Isabella Iommetti
Dipendenze patologiche
La DIPENDENZA PATOLOGICA è una sindrome bio-psico-sociale ad andamento cronico recidivante che si correla a danni fisici, psicologici familiari e sociali. E’ considerata una malattia cronica dei meccanismi di ricompensa, motivazione, memoria e interconnessione. Senza trattamento la dipendenza è progressiva e può esitare in disabilità e morte prematura (American Society of Addiction Medicine 2019– www.asam.org)

Federica Seravelli

Maria Luisa Iervolino
Ricerca e divulgazione clinica in ambito LGBTQIA+
L’American Psychological Association indica con l’espressione sexual minority persons le persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuali, pansessuali, queer, gender fluid) e gli orientamenti sessualmente asessuali (2021). I dati in letteratura e la pratica clinica dimostrano innegabilmente che alla difficoltà/ritardo di accesso ai contesti di cura da parte dei clienti non eterosessuali, dovuta soprattutto alla minaccia dello stereotipo, si associa spesso l’inadeguatezza dello spazio terapeutico (Montano, Manuale di Psicoterapia per la popolazione LGBTQIA+, 2021).

Enrico Visani

Claudia Agostino
FACES IV/Prepare-Enrich Ricerche su popolazioni cliniche e non cliniche
La valutazione è una premessa per un buon trattamento in quanto indica le risorse e le aree di sviluppo specifiche dei sistemi presi in esame.

Luigi Schepisi

Enrico Visani
Ricerca e Clinica
Lo sviluppo di un rapporto sempre più stretto tra la ricerca e la clinica nella terapia relazionale e sistemica, tanto da far diventare il terapeuta, in alcuni casi, protagonista attivo della ricerca, ha condotto al riconoscimento dei possibili vantaggi per entrambi gli ambiti.

Chiara Angiolari

Adriana De Francisci
Le ferite della genitorialità e la genitorialità divisa: intrecci relazionali e percorsi di cura
La nuova casistica che perviene all’IIPR di coppie ad alta conflittualità, evidenzia una particolare criticità nella formazione dell’alleanza terapeutica e nell’attivazione della co-genitorialità.

Flavia Alaggio

Emanuela Polverari
Famiglie e adozione
Nella pratica clinica ci troviamo sempre più spesso a lavorare con famiglie che si trovano ad affrontare problematicità nel percorso adottivo, soprattutto nella fase di vita familiare post adozione. L’interesse per il lavoro con le famiglie adottive origina proprio dalla considerazione, derivante dall’esperienza clinica, sulla carenza di sostegno post adottivo specie in fasi critiche del ciclo vitale, come ad esempio l’adolescenza.

Francesco Canevelli
Psicologia e psicopatologia dello sviluppo, con particolare riguardo alle vicende della genitorialità in età evolutiva
L’area di interesse dedica la sua attività di studio e di applicazione clinica allo studio delle vicende della genitorialità nelle varie fasi dello sviluppo psicologico individuale e del ciclo di vita della famiglia

Maurizio Gallinari

Anna Maria Paulis
Trauma e dissociazione nell’ottica sistemico relazionale
Quest’area di interesse si propone di studiare l’esposizione all’evento traumatico che comporta una serie di esiti differenti e che non si riducono alla sola manifestazione del PTSD del singolo individuo. Le esperienze traumatiche coinvolgono, a più livelli, la persona e i suoi legami relazionali e possono passare, quando non rielaborate alle generazioni successive come esperienze non dette e non dicibili.
Gli esiti dipendono, infatti, da un insieme di variabili personali e relazionali e dall’intersecarsi di queste variabili. I traumi infantili, i disturbi dell’attaccamento, la disregolazione emotiva e sensoriale, il lutto traumatico, aprono la visuale su una complessità tale da richiedere di mettere in campo tutte le conoscenze teoriche e cliniche a disposizione, in un’ottica di integrazione.

Sergio Lupoi
Psicoterapia familiare di gioco
Questo canale comunicativo può essere usato sia con le coppie che con le famiglie. In particolare con le famiglie con bambini portatori di sintomi si utilizzerà un linguaggio per loro familiare e usufruibile.
Attraverso il Gioco, infatti, il bambino diventerà parte attiva del cambiamento, non rischiando di essere marginalizzato nel processo terapeutico.

