
Ricerca e divulgazione clinica in ambito LGBTQIA+
Quest’area è aperta a collaborazioni con colleghi interessati ad approfondire la tematica e/o che hanno esperienza di lavoro in merito.

Federica Seravelli

Maria Luisa Iervolino

Cecilia Caravaggi
Premesse teorico cliniche sull’area di interesse:
- L’American Psychological Association indica con l’espressione sexual minority persons le persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuali, pansessuali, queer, gender fluid) e gli orientamenti sessualmente asessuali (2021). I dati in letteratura e la pratica clinica dimostrano innegabilmente che alla difficoltà/ritardo di accesso ai contesti di cura da parte dei clienti non eterosessuali, dovuta soprattutto alla minaccia dello stereotipo, si associa spesso l’inadeguatezza dello spazio terapeutico (Montano, Manuale di Psicoterapia per la popolazione LGBTQIA+, 2021). In una terapia efficace con clienti LGBTQIA+, è imprescindibile una adeguata formazione degli specialisti del settore, lontana da stereotipie e pregiudizi omofobici, contaminata dal sapere antropologico e sociologico, in una prospettiva psico-fisico-relazionale. Se, dunque, la formazione specifica è determinante nella presa in carico dei pazienti e nell’uso qualificato degli strumenti operativi idonei, è altrettanto fondamentale che il lavoro quotidiano del terapeuta si fondi su principi condivisi e validati dalla comunità scientifica, quale quello delle Linee Guida APA per la pratica psicologica con le persone appartenenti alle minoranze sessuali, aggiornate al 2021.
- Le linee guida sono organizzate in cinque sezioni tematiche: conoscenza e consapevolezza di base, impatto dello stigma, della discriminazione e dello stress delle minoranze sessuali, relazioni e famiglia, istruzione e lavoro, formazione dei professionisti e ricerca.
Descrizione dell’area di interesse:
- Il gruppo è nato con l’intento di indagare le dinamiche interne a famiglie in cui sono presenti membri appartenenti alla comunità LGBTQIA+, con particolare attenzione alle risposte emotive dell’individuo e della sua famiglia al momento della rivelazione del proprio genere e/o orientamento sessuale e alle conseguenze sul lungo termine sul benessere psicologico dell’individuo stesso.
- Partendo da ciò, il gruppo ad oggi si propone di occuparsi della raccolta di informazioni e della divulgazione delle stesse sulle specifiche difficoltà che la comunità LGBTQIA+ si trova ad affrontare (es. cattive esperienze di coming out, aggressioni e discriminazioni su base omotransfobica, continuo confronto con una società eterocisnormativa) e che possono innescare quadri clinici paragonabili al C-PTSD.
- Infine, il gruppo si propone di approfondire gli specifici compiti di sviluppo che un individuo non-cisgender e/o non-eterosessuale si trova a dover affrontare per poter integrare la propria immagine pubblica e privata, ipotizzando che la mancata realizzazione degli stessi dia vita a quadri di sofferenza piuttosto importanti.
Finalità
- L’obiettivo è poter integrare, nella formazione di base di futuri terapeuti sistemico-relazionali, una preparazione specifica per un’adeguata accoglienza della comunità LGBTQIA+ in psicoterapia, sia come individui che come coppie che come famiglie, al fine di non lasciare scoperta una fetta di popolazione ancora vessata e stigmatizzata, che paga le conseguenze di una società etero-cis-normativa che impatta in modo disfunzionale sul benessere psicofisico di chi non rientra negli standard socialmente accettati.
- Per poter svolgere al meglio tale compito, è assolutamente necessario proseguire in un attività di ricerca che permetta di comprendere meglio come specifiche dinamiche e vissuti presenti esclusivamente in chi appartiene alla comunità (come il subire outing, il dover fare continuamente coming out, l’esser sottoposti ad aggressioni su base omotransfobica) impattino a livello psicologico, in termini sintomatologici e di visione di sé che la persona costruisce nel tempo.
- Ci auguriamo che una maggior esplorazione e conoscenza della comunità dal punto di vista culturale, sociologico e clinico possa contribuire alla formazione di spazi terapeutici più adeguati.
Possibili applicazioni e/o popolazioni cliniche interessate:
- Famiglie omogenitoriali: quando si parla di famiglie omogenitoriali ci si può riferire a realtà familiari anche molto diverse tra loro: famiglie con madre lesbica, single o in coppia; famiglie in cui la madre ha fatto ricorso a procreazione medicalmente assistita, donazione di embrione o gestazione per altri (Golombok, 2020); famiglie adottive o affidatarie con un genitore single o con due madri o due padri; famiglie con genitori gay con gestazione per altri. Queste sono solo alcune delle possibili configurazioni familiari a cui possiamo riferirci utilizzando il termine omogenitorialità e rappresentano una larga fetta di popolazione non adeguatamente accolta in terapia.
- Terapia di coppie LGBTQIA+: nella terapia di coppia con persone appartenenti alla comunità, costrutti come quello di Identità Sessuale (Rigliano e Ferrari), Minority Stress (Lingiardi e Nardelli, 2007) ed OmoBiTransfobia Interiorizzata devono essere integrati e il terapeuta deve essere in grado di assumere un posizionamento “altro” rispetto al lavoro con le coppie eteronormate.
- Terapie individuali LGBTQIA+: un professionista formato avrà maggiori possibilità di sviluppare una buona alleanza terapeutica con una persona LGBTQIA+ qualora condividesse con ləi un linguaggio comune nonché un’approfondita conoscenza delle specifiche difficoltà e traumi in cui incorre chi appartiene alla comunità.
- Terapie familiari per coming out filiare: spesso la famiglia resta la prima destinataria del bisogno di affermazione di sé e la prima reazione della famiglia allo svelamento del proprio orientamento o genere sessuale costituisce spesso un grave turbamento connotato, frequentemente, da rifiuto/negazione. I genitori di una persona LGTBQIA+ possono avere difficoltà ad accettare la rivelazione, in quanto sentono che tale condizione è in grado di danneggiare l’equilibrio familiare e mettere in crisi l’immagine che fino a quel momento hanno avuto dellə propriə figliə e gli eventuali progetti di vita che hanno immaginato per ləi. In tal senso, la terapia familiare deve essere indirizzata a sostenere il sistema familiare nell’elaborazione dei complessi e conflittuali vissuti connessi con il venire meno dell’immagine idealizzata del propriə figliə, affinché la famiglia comprenda che continua ad avere di fronte la stessa persona che ha sempre conosciuto ed amato. Perché i genitori di una persona LGTBQIA+ possano capire pienamente l’orientamento sessuale e/o identità di genere del figliə ed accettare la nuova condizione, può essere necessario metterli in grado di ricevere dai professionisti non solo informazioni specialistiche, quanto soprattutto un sostegno psicoterapeutico.
Progetti in corso e nuove idee
- Uno studio sull’impatto della reazione familiare al coming out filiale sul benessere psicofisico dellə figliə stessə è già in corso e il gruppo si propone di svilupparne altri in futuro per ampliare la conoscenza e la letteratura su un tema più attuale che mai e su una popolazione che non sempre viene accolta in modo adeguato in ambito psicoterapeutico.
- Il gruppo si propone per l’organizzazione di giornate di formazione dedicate al tema con seminari e workshop in cui discutere dei risultati delle ricerche in corso e delle implicazioni cliniche degli stessi oltre che degli aspetti socio-culturali e le problematiche e traumi ricorrenti specifici di questa popolazione (es. cattive esperienze di coming out, aggressioni e discriminazioni su base omotransfobica, continuo confronto con una società eterocisnormativa). Inoltre, il gruppo si propone di organizzare incontri di intervisione su casi clinici legati alla comunità LGBTQIA+.
- Infine, il gruppo propone la progettazione di un centro clinico specializzato nell’accoglienza della comunità, offrendosi come punto di riferimento per coppie e individui LGBTQIA+, per famiglie omogenitoriali o in cui siano presenti figli che stiano attraversando la fase del ciclo vitale del coming out.
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