Trauma e dissociazione nella prospettiva relazionale

Responsabili:

Maurizio Gallinari
Anna Maria Paulis

Collaboratori:

Marina Capone
Chiara Cicala
Valentina Iavasile
Premesse teorico cliniche sull’area di interesse:

L’attenzione all’area trauma e alla dissociazione si articola all’interno di percorsi evolutivi complessi. La percentuale di individui che potrebbe andare incontro a esperienze traumatiche varia dal 40% al 75% della popolazione. La popolazione esposta al rischio di PTSD varia dall’1 al 5% per il disturbo in atto e dal 10 al 39% nel corso della vita.

Descrizione dell’area di interesse:

Quest’area di interesse si propone di studiare l’esposizione all’evento traumatico che comporta una serie di esiti differenti e che non si riducono alla sola manifestazione del PTSD del singolo individuo. Le esperienze traumatiche coinvolgono, a più livelli, la persona e i suoi legami relazionali e possono passare, quando non rielaborate alle generazioni successive come esperienze non dette e non dicibili. Gli esiti dipendono, infatti, da un insieme di variabili personali e relazionali e dall’intersecarsi di queste variabili.

I traumi infantili, i disturbi dell’attaccamento, la disregolazione emotiva e sensoriale, il lutto traumatico, aprono la visuale su una complessità tale da richiedere di mettere in campo tutte le conoscenze teoriche e cliniche a disposizione, in un’ottica di integrazione.

Finalità dell’area di interesse (obiettivi):

La prospettiva relazionale risponde a queste sfide nel cercare di offrire quegli strumenti integrativi per dare risposte di senso e significato al trauma tali da portare verso percorsi di cura degli aspetti dissociativi.

Particolare attenzione viene rivolta alle dinamiche relazionali e agli scambi generazionali che riguardano le famiglie dove il trauma assume significato di dramma generazionale che se da un lato vincola le singole persone all’interno di storie di legami familiari, dall’altro può far emergere risorse utili per il superamento degli stessi vincoli.

Possibili applicazioni e/o popolazioni cliniche interessate:

Modello teorico di applicazione per la terapia familiare, di coppia e individuale sistemico-relazionale in casi di persone con disturbi dissociativi ed esperienze traumatiche nella storia di sviluppo

Progetti previsti:
  • Workshop avanzato “I percorsi complessi delle relazioni traumatiche nell’infanzia e nell’età adulta: diagnosi e intervento”
  • Workshop avanzato “Dimensione dissociativa e psicopatologia: itinerari di sviluppo”
  • Cinema e psicotraumatologia: con l’ausilio di film che trattano tematiche relative agli sviluppi traumatici cercheremo di sviluppare uno spazio di riflessione su come le esperienze traumatiche vengono trattate dall’arte cinematografia e come ciò possa rappresentare un possibile aiuto nella lettura dei contesti di cura con soggetti traumatizzati.

Pubblicazione di un libro che ha l’obiettivo di sviluppare ulteriormente la tematica articolandola nei seguenti punti:

  • Lo sviluppo delle rappresentazione Sé-Altro nei contesti relazionali
  • Rappresentazioni complesse Sé-Altro in contesti di Sviluppo Traumatici: lealtà frammentate
  • Relazione terapeutica nella cura della dissociazione e del trauma relazionale
  • Aspetti convergenti e divergenti tra i contesti relazionali di Doppio Legame e contesti relazionali di Attaccamento Disorganizzato
Eventuali programmi di ricerca:

Progetti di ricerca per indagare il rapporto tra dissociazione, intesa in senso dimensionale e non categoriale, e stili interattivi familiari. Nel 2017 abbiamo avviato un progetto pilota di ricerca condotto sulle famiglie e pazienti affette da un Disturbo Alimentare (Bulimia) dove viene indagata la dimensione dissociativa e lo stile familiare.

La possibilità è quella di avviare progetti di ricerca in popolazioni con diagnosi psichiatriche differenti.

Indicazioni bibliografiche:
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  • HERMAN, J. (1992), Guarire dal trauma. Affrontare le conseguenze della violenza, dall’abuso domestico al terrorismo. Trad. it. Magi Editore, 2005.
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  • JANET P., (2014), La psicoanalisi, Bollati Boringhieri.
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