Prima giornata di studio - 11 ottobre 2018 | Vincenza Zarcone

Presentazione delle giornate di studio – Introduzione teorico-metodologica la relazione genitori – Figli in adolescenza.

A partire dalla considerazione che in tutte le situazioni evolutive e di crisi l’individuo e la sua famiglia sono sfidati rispetto al loro funzionamento, si analizzerà l’adolescenza, quale processo inerente al rimodellamento dell’identità e all’individuazione-separazione, come una fase che impone un analogo processo di riorganizzazione della coppia genitoriale e del sistema in toto. I principali fattori critici e i compiti evolutivi, individuali e familiari, caratteristici di questa fase, saranno analizzati facendo riferimento, via via, ad alcune storie cliniche.

Seconda giornata di studio - 17 ottobre 2018 | Floriana Filì e Loredana Migliaccio

Atipical – Le relazioni tra i sibling nella famiglia con disturbo dello spettro autistico.

A partire dalla visione di brevi filmati tratti dalla serie televisiva americana “Atipical” (diffusa in Italia su Netflix e molto seguita dai ragazzi), si esaminerà, parallelamente, le possibili declinazioni di costruzioni di relazioni e di dinamiche presenti in alcune storie cliniche. Attraverso l’esemplificazione filmica si parlerà di come la famiglia si trovi ad adattarsi all’evento traumatico rappresentato dalla diagnosi di disturbo dello spettro autistico e di come si strutturi la relazione tra i sibling e il fratello con difficoltà e tra i sibling ed i genitori, guardando oltre che ai limiti, alle risorse preesistenti ed a quelle attivate dalla nuova condizione.

Terza giornata di studio - 24 ottobre 2018 | Giuseppe Currieri e Serena Pedi

La relazione di coppia e il linguaggio dell’intimità.

Si esamineranno le fasi di sviluppo della coppia, mettendone in evidenza i principali compiti evolutivi, affrontando nello specifico il tema dell’intimità nelle sue diverse accezioni, sessuale e dialogica. Oltre a fornire degli stimoli teorici, si analizzeranno alcune storie cliniche e gli interventi attuati per affrontare alcune problematiche relazionali di coppia.

DESTINATARI: Psicologi e studenti del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche dell’Università degli Studi di Palermo (per i quali saranno rilasciati 3 CFU)

Sede: IIPR di Palermo – Viale G. Boris Giuliano, 32

PER ISCRIVERSI: Inviare una mail a iipr2008@libero.it, o telefonare al 3385240379, specificando se si è studenti del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche dell’Università degli Studi di Palermo e se si richiedono i CFU

PREMESSA TEORICA

“[…] Un fenomeno resta inspiegabile finché il campo di osservazione non è abbastanza ampio da includere il contesto in cui il fenomeno si verifica. Se l’osservatore non si rende conto del viluppo di relazioni tra un evento e la matrice in cui esso si verifica, tra un organismo e il suo ambiente, o è posto di fronte a qualcosa di ‘misterioso’ oppure è indotto ad attribuire al suo oggetto di studio certe proprietà che l’oggetto può non avere.” (P. Watzlawick, J. H. Beavin e Don D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio, Roma 1971 p. 14).

Fino alla metà del secolo scorso la psicologia ha concentrato la sua attenzione sul singolo individuo ed ha cercato di studiarlo e comprenderlo isolandolo, il più delle volte, dal suo contesto di vita e dalle relazioni in cui si trova immerso, attribuendo i suoi comportamenti, i suoi pensieri e le sue emozioni a caratteristiche, a tratti, a traumi, a fattori tutti riconducibili alla singola persona.

Si deve ad un gruppo di clinici, con formazioni e competenze diverse, la rivoluzione copernicana che negli anni del secondo dopoguerra, a partire dal contesto americano, trasformò il modo di guardare alla persona ed alle sue difficoltà e di fare terapia. P. Watzlawick, J. H. Beavin e Don D. Jackson, del gruppo di lavoro al Mental Research Institute di Palo Alto, in California, possono essere considerati i padri fondatori della prospettiva relazionale, una prospettiva che mette al centro dell’attenzione le relazioni e considera le famiglie e le coppie come sistemi organizzati grazie a regole relazionali.

Da allora tanta strada è stata fatta. L’approccio relazionale ha continuato ad evolversi, abbandonando i riduzionismi ed i limiti della fase pionieristica ed accogliendo ed integrando i concetti e le influenze delle successive rivoluzioni epistemologiche, dalla teoria dei sistemi, al costruzionismo sociale, alla cibernetica di secondo ordine, alla teoria della complessità. E così oggi l’approccio sistemico relazionale, in psicologia e in psicoterapia, si traduce in una “doppia descrizione” che integra e connette ricorsivamente i fattori individuali con quelli relazionali. In ciascuna delle relazioni in cui il singolo si trova coinvolto, infatti, alcune sue qualità emergono, altre restano sommerse, tanto che il sistema che si viene a creare assume delle caratteristiche uniche e specifiche che non possono essere lette come somma delle qualità dei singoli individui che ne fanno parte.

E ciò vale per tutti i sistemi in cui l’individuo si trova coinvolto, e a maggior ragione per il “sistema famiglia”, all’interno del quale cresce e struttura la sua personalità, e per il “sistema coppia” in cui continua a co-evolvere.

OBIETTIVI FORMATIVI

Gli argomenti proposti ed i contenuti previsti sono stati ideati al fine di perseguire i seguenti obiettivi formativi:

  • Stimolare il passaggio da una visione lineare ad una circolare nella lettura delle relazioni.
  • Introdurre alla lettura dei sintomi e dei problemi individuali in funzione delle relazioni familiari, superando il pregiudizio dell’“attribuzione di colpe” ai genitori per i problemi dei figli, presentando “l’approccio basato sulle risorse familiari”.
  • Far acquisire una lettura complessa delle relazioni familiari e di coppia.
  • Approfondire la conoscenza dell’approccio sistemico relazionale alla psicologia e alla clinica.

METODOLOGIA

Tre giornate di formazione in aula suddivise in lezioni frontali (tramite la presentazione in power point) e didattica esperienziale (analisi di storie cliniche, simulate, esercitazioni, visione di video, lavori di gruppo).

MODALITÀ DI VERIFICA

Al termine di ciascun seminario sarà somministrato agli studenti un questionario per la verifica dell’apprendimento.

DOCENTE UNIVERSITARIO GARANTE: Prof. Cecilia Giordano.

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